Ad Aprile era uno degli uomini più potenti del mondo: presidente del Fondo Monetario Internazionale e molto probabile futuro primo ministro della Francia.
A Maggio sembrava destinato a decenni di galera: l’accusa di stupro sulla base della sola parola di una cameriera, amplificata dalla forza distruttiva del femminismo, è bastata a costringerlo ad una umiliante detenzione, dopo essere stato esibito in manette davanti ai giornalisti di tutto il mondo, ingiuriato pubblicamente in un falò delle racchie, fotografato nudo, costretto a subire ripetute indagini corporali, messo in cella d’isolamento.
3 mesi dopo l’incubo femminista è finito, e oggi può tornare da uomo libero nella sua Francia. Infatti:
- - Nessuna evidenza medica ha supportato la mancanza di consenso della accusatrice, che ha denunciato il New York Post, che la ha descritta come una prostituta.
- - L’accusatrice “ha discusso l’incidente con un amico incarcerato in una prigione dell’Arizona [per via di questioni di droga], menzionando un possibile vantaggio finanziario dal caso”. (Per fortuna di DSK, ad essere intercettato era l’amico della donna, e non la donna stessa).
- - L’accusatrice ha dato tre diverse versioni dell’accaduto: sotto giuramento ha dapprima detto di essere subito uscita piangente. Nella versione due, ha detto di essere prima andata a pulire un’altra stanza.
Nella versione tre ha detto di aver solo preso degli oggetti. (Per fortuna di DSK, le tessere magnetiche registrano gli orari di ingresso). - - L’accusatrice ha raccontato ai magistrati di aver subito un stupro nel suo paese d’origine, in maniera completamente persuasiva esattamente come quando raccontava di essere vittima di DSK. (Per fortuna di DSK, se lo era inventato per ottenere asilo negli Stati Uniti).
- - Quando era chiaro che l’accusa non avrebbe retto in tribunale, l’accusatrice (di cui la polizia proteggeva l’anonimato!) è apparsa sulla stampa, giocando la carta sociale/razziale/femminista (povera donna nera contro maschio bianco ricco). Ma DSK rappresenta un partito di sinistra, e leader della comunità nera hanno sottolineato il pericolo di mescolare un caso criminale con la politica dei gruppi etnici.
Ancora oggi, femministe vogliono la testa di DSK. Il Giornale commenta: “lo schieramento contro il maschio supera ogni limite [...] C’è da avere paura, e da evitarle sul piano umano”.
A differenza di una persona comune, DSK ha potuto pagare investigatori. Un uomo comune, vittima di calunnie femministe, sarebbe stato sbranato dalle femministe rabbiose, come ben sanno i papà separati che, loro malgrado, sono in prima linea.
Pingback: I trofei di caccia del femminismo: le teste dei maschi infangati o distrutti da accuse di Donne | Il Femminismo …
Pingback: Femministe ucraine in topless alla festa del Partito Democratico « Femminismo – Le fonti indiscrete….