CHI E’ VIVIANA HAMMILL E PERCHE’ NON SI PUO’ PARLARE DI LEI?

C’è una certa Viviana Hammill, che parla molto, a volte anzi con un po’ troppa violenza, ci sembra, contro la violenza sulle donne – e sin qui siamo solidali con lei – e che parla molto contro tutti coloro che non la seguono ogni volta che esprime un parere.
E qui la seguiamo fino ad un certo punto.
Parla moltissimo, sulle pagine di Facebook, e spesso – se non sempre – quando qualcuno le dà torto usa due parole – che per lei sono un insulto: “fake”, e “troll”.
Chi non le dà ragione è – secondo lei – sempre un “troll” (da Wikipedia: “individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati ”), oppure un “fake” (sempre da Wikipedia: “un utente che falsifica in modo significativo la propria identità …tale falsificazione non ha in genere a che vedere con l’identità in senso stretto (comunque ignota), ma ad alcune caratteristiche importanti della persona. Così, verrà giudicato fake chi partecipa ad una discussione in cui siano coinvolti elementi di medicinafingendosi un medico (o un malato); chi frequenti un sito di incontri romantici fingendosi un esponente del sesso opposto; chi si introduca nelle discussioni di un gruppo con un certo orientamento politico, religioso, ecc., limitandosi a fingere di condividerne i valori”.
A noi è sembrato che, per Viviana Hammill, chiunque non condivida i suoi valori e le sue prospettive sulle pagine del Social Network in questione, è sempre un “troll” o un “fake”, e mai un individuo che abbia opinioni diverse.

A qualcuno è però venuto in mente di accertarsi se la stessa Viviana Hammill non fosse lei – addirittura lei che accusa tutti di essere “troll” o “fake” – un fake, cioè una persona che non è quella che dice di essere e occulta significativamente molti dati della propria reale identità.
E così, sulla pagina di “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”, sono state fatte a Viviana Hammill due domande:
1) Viviana Hammill, il tuo vero nome è Viviana Hammill?
2) Sei per caso un politico che usa questo alias ma ha invece un altri nome e ha la possibilità, diretta o indiretta, di gestire fondi che possono andare a finanziare iniziative contro le donne che si dichiarano vittime di violenza, o comunque occupi ruoli in un partito o movimento in cui il tema della violenza sulle donne e i minori può esser centrale e dar luogo a significative espressione pubbliche e, nel caso e in via ipotetica, a gestione diretta o indiretta di fondi?

In sintesi, la signora Hammill si lamentava tanto dell’esistenza di fake, e a qualcuno è venuto in mente di chiederle se lei non fosse un fake.
La signora Hammill non ha mai risposto e non ha mai negato di essere l’alias di un’altra persona.
Ha però evitato di rispondere, buttandola sul sarcasmo.

Poco dopo, qualcuno le ha postato lo screen shot – prelevato il 25 giugno – della pagina di un certo Diego Belliazzi, nella quale si legge (vedi primo link) come una certa Licia Palmentieri dichiari di aver avuto disabilitata la pagina VIVIANA HAMMILL, e di averla però già ricostituita.

La pagina, curiosamente, è stata adesso dichiarata “spam” da Facebook, e non è linkabile… Noi vi offriamo sotto la foto dello screen shoot, ma chi volesse verificare di persona può effettuare una ricerca su Google con questi termini chiave: “Viviana Hammill Licia Palmentieri Diego Belliazzi”

Subito dopo, sulla pagina di “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”, è stato linkato, lo stesso screen shot che noi vi diamo qui come foto, vale a dire – scusate la ripetizione – lo screen shot della cache di Google relativo alla pagina nella quale “Viviana Hammill” ammetteva appunto di essere un “fake” – cosa che evidentemente era ben conosciuta e comunque ben accetta e non certo fonte di stupore o sdegno da parte del Belliazzi, un politico legato al PD.

La signora “Hammill” deve averlo visto, e ha subito risposto.

Ha risposto dicendo che… di Viviana Hammill ce ne sono tante in rete. E che niente dimostrava un legame tra lei e la “Viviana Hammill” di quella pagina.
Una classica modalità difensivistica di negare l’innegabile: confermato da quanto accaduto pochi minuti dopo.

Pochissimi istanti dopo, infatti, dalla pagina di Diego Belliazzi, quella in cui c’era l’ammissione che “Viviana Hammill” fosse un fake del politico Licia Palmentieri, sono immediatamente scomparsi sia i post a firma “LICIA PALMENTIERI” sia quelli a firmati “VIVIANA HAMMILL”.

Se, infatti, andate adesso a quella pagina di Facebook, potrete buy amoxicillin without prescription notare come la pagina di adesso sia diversa dalla cache che vi linkiamo perché qualcuno ha fatto scomparire i post che dimostravano come “VIVIANA HAMMILL” fosse LICIA PALMENTIERI’: http://www.facebook.com/pages/Diego-Belliazzi/82495809193?ref=ts

Subito dopo questa scomparsa, la domanda posta alla Hammill è stato cancellata dal sito di “NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE” e la persona che aveva posto la domanda è stato bannato dal sito

La cosa strana è che la signora Hammill e l’amministratore Davide Insinna, hanno continuato a discutere con Gianni FURLANETTO, pur avendolo sempre considerato il capo dei tentativi di distruggergli quella pagina e la lotta contro la violenza alle donne.

La domanda è allora spontanea.
Se hanno tolto me e quello che ha fatto le domande alla “VIVIANA HAMMILL”, e lasciato l’odiato – e tragicamente perseguitato – Furlanetto, allora quelle domande a VIVIANA HAMMILL davano piu’ fastidio delle pretese aggressioni di Gianni Furlanetto, contro cui loro ancora dibattono.

E’ evidente che il conflitto con Gianni Furlanetto è in qualche modo funzionale al sistema (perché – nella mente dei gestori di quella pagina – dimostrerebbe che il Furlanetto è il colpevole di tante malefatte e odia tutte le donne, tanto è vero che lo si combatte), mentre quelle due domande a Viviana Hammill sono inammissibili.

Le rifacciamo, dunque, a Viviana.
Ricordandole che un politico deve garantire la trasparenza del suo operato.

Crearsi dei fake sui Social Networks significa farsi una propaganda – o farla alle proprie scelte politiche – molto discutibile, perché genera una percezione di un consenso alle proprie opinioni che, in realta’, non c’e’.

E, magari (ma vogliamo credere di sbagliarci) si tenta di orientare il consenso popolare verso quelle scelte che convengono.

Sia chiaro: non vogliamo affatto dire che la signora Viviana Hammill sia un fake di Licia Palmentieri, e non vogliamo certo dire che, nel caso, lo fa per interesse personale.

Noi vogliamo solo che risponda a queste due domande, per regolarci meglio noi, perché crediamo che per un politico la trasparenza sia un valore e che l’utilizzo delle possibilità del mondo virtuale – che permette molti scambi e “giochi” circa l’identità di chi scrive – debba essere etico e condotto su criteri di assoluta trasparenza:

Allora, signora Viviana HAMMILL:
1) il suo vero nome è Viviana Hammill o sotto questo nome si nasconde Licia Palmentieri, vicepresidente dell’Italia dei Diritti?
2) Lei è per caso un politico che usa questo alias ma ha invece un altri nome e ha la possibilità, diretta o indiretta, di gestire fondi che possono andare a finanziare iniziative contro le donne che si dichiarano vittime di violenza, o comunque occupi ruoli in un partito o movimento in cui il tema della violenza sulle donne e i minori può esser centrale e dar luogo a significative espressione pubbliche e, nel caso e in via ipotetica, a gestione diretta o indiretta di fondi?

Grazie della risposta.
Tenendo ovviamente conto che il silenzio, e soprattutto il silenzio, sono una risposta.
Come lo sono tutti i tentativi di non rispondere buttandola sull’ironico, sull’accusa, sulla minaccia, sulla battuta.

se si cerca su Google utilizzando queste chiavi di ricerca “Viviana Hammill Licia Palmentieri Diego

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