Queste riflessioni derivano dall’osservazione di una realta’ – per me straniera e strana – che è la realtà di questa terra bellissima, l’Italia: una terra che – come la vedevamo noi sovietici – è una terra di donne bellissime, e uomini galanti e passionali.
Sono una donna armena (l’Armenia è un’ex Repubblica dell’Urss), e in Italia – dove risiedo da quasi cinque anni – sono madre di un bambino e di una bambina piccolissima. Sono una mediatrice interculturale (ho operato anche in centri di tutela di donne vittime di violenza, tratta, sfruttamento): come tale, la prima cosa che ho imparato è che devo esser priva di pregiudizi e generalizzazioni verso le culture “altre”, e verso le caratteristiche “etniche” e “antropologiche” dei gruppi e delle persone che osservo o con cui interagisco.
Voglio dire subito che quel che scrivero’ non e’ assolutamente da applicarsi – come una generalizzazione superficiale – a tutte le donne italiane: e certamente la mia intenzione non è affermare che tutte le donne italiane sono come quelle che descrivo qui.
Ho conosciuto tante e tante italiane piene di grandi qualita’ ma non e’ di questo che penso di scrivere…
In questo articolo voglio oggi scrivere di quello che mi sconvolge in certe donne italiane, nel loro comportamento, e di quanto e’ diverso da quello delle donne del mio paese, l’Armenia.
L’Armenia è un paese millenario, dalla cultura patriarcale, ed è stato il primo paese al mondo a proclamarsi cristiano. Ed è stato il primo popolo a subire un genocidio etnico, a tutt’oggi negato, proprio perché profondamente cristiano.
Dunque.. L’Armenia, è un paese profondamente patriarcale, nel quale l’uomo e’ ancora considerato capo famiglia ed e’ rispettato e obbedito dalla moglie e dai figli.
Devo dire, con molta sincerità, che per me era ed e’ tuttora, molto spiacevole vedere e sentire quel che succede in molte famiglie italiane.
Il primo pensiero mio e’ – “povero maschio”… Povero maschio italiano…
Ma perche’ permette che la donna lo tratti cosi’?
A volte per strada mi capita di essere testimone di certe scenate, nelle quali la donna tratta uomo, o figli, con una cattiveria tale che addirittura voglio intromettermi e cercare di calmarla.. Ma nel paese mio nessuna donna si sarebbe permessa di trattare cosi’ l’uomo non solo per strada, ma anche a casa dove non la vede nessuno.
Lo tratta con rispetto, cerca di fare di tutto per non perderlo, per quanto insopportabile sia il marito cerca comunque di essere paziente e sacrificarsi, non divorziarsi da lui perche’ noi crediamo che essere divorziata e’ uno svantaggio se non una vergogna addirittura.
Lo fa anche per i figli, perche’ il padre e’ fondamentale nella nostra cultura.
Per quanto sia brava la mamma, comunque non potra’ mai sostituire il ruolo del padre nella formazione della personalita’ del bambino, nel trasmettergli molti valori. Per noi e’ proprio la donna che deve trasmettere al bambino il rispetto e l’amore verso il padre. Qui invece, sembra che al contraio, fanno di tutto per compromettere l’autorita’ del padre. Io ancora non riesco a capire perche’ le donne italiane si comportano cosi’.
Ma, soprattutto, mi stupisce il comportamento delle donne, aiutate dal sistema giuridico italiano, che una volta finito il matrimonio, fanno di tutto per rovinare il padre dei propri figli. Le chiamerei “Le vedove nere”, perche’ sono come quelle femmine di ragno Latrodectus Mactans, detto La Vedova Nera, che dopo l’accoppiamento uccidono e divorano il maschio.
Sento e leggo le storie allucinanti delle separazioni in cui le donne chiedono l’assegno astronomico dai mariti (e questo e’ ancora il male minore), accusano di violenze varie, assurde e false, che portano nel carcere una persona innocente, che portano via figli, che fanno mobbing genitoriale, insomma che usano qualsiasi cosa bassa e subdola pur di far male all’uomo.
Quasi ogni giorno leggiamo delle storie drammatiche di omicidi tra coniugi ed ex-coniugi, addirittura nel tribunale nel corso di udienza per la separazione. Conosco molte storie di uomini a cui hanno rovinato la vita e la salute con le sue rivendicazioni post-matrimoniali. Non provocano nulla tranne sdegno e stupore che una cosa del genere e’ possibile..
Ma le donne italiane rovinano non soltanto mariti ed ex-mariti. Usando come l’arma contro loro i propri figli rovinano pure questi poveri bambini.
Nella lotta contro uomo non considerano che fanno malissimo ai propri figli. Come puo’ dire una mamma di amare il figlio mentre sta rovinando il rapporto fondamentale per lui che e’ rapporto padre-figlio?
Ma capitolo a parte merita il trattamento dei figli..Avendo un figlio piccolo, vedo nei parchi giochi delle mamme che mi sorprendono, a dir poco. Quante volte mi e’ capitato vedere con quale rabbia e cattiveria strillano contro i propri figli, li rimproverano e umiliano in pubblico, li picchiano.
In trenta anni vissuti nel mio paese non ho mai visto un atteggiamento del genere nei confronti dei figli.
La rabbia io posso ancora capire – a tutti noi capita a volte arrabbiarci con i figli che fanno capricci e magari non si comportano come vogliamo noi.
Ma la cattiveria che esce dallo sguardo di queste mamme come un veleno mostra che non e’ una rabbia momentanea, ma e’ una cosa accumulatasi nel tempo.
Assomiglia all’odio addirittura.
A volte – vedendo una scena del genere – mi verrebbe da chiedere a una madre cosi’:– Ma perche’ hai messo al mondo questo povero figlio se poi non lo sopporti e gli rovini la psiche?-
Perche’ credo che un bambino, cresciuto da una madre del genere diventera’ come minimo o litigioso e violento a sua volta, per non dire un criminale, oppure una vittima, che si farà maltrattare prima dalla mamma e poi dalla moglie, e, in sostanza, diventerà un uomo insicuro di se stesso.
Insomma, certe mamme italiane fanno vedere tutto ma non l’amore verso i propri figli.
Oggi si parla tanto di violenza, soprattutto si inizia a parlare di violenza femminile – certo, vedendo il comportamento, l’atteggiamento di certe mamme verso i propri figli non c’e’ da stupirsi del perche’ la violenza sta fiorendo, perche’ a scuola ci siano tanti casi di bullismo, di maltrattamenti dei piu’ deboli: la prima violenza i figli la vedono dalla propria cara mamma, verso se stessi e verso quello che dovrebbe essere il rappresentante del sesso forte per bambino – il padre, cioe’.
Mi spiego meglio – se la mamma ritiene normale dare una botta al bambino di tre anni soltanto perche’ lui non ci riesce ad aprire il cancello che porta al parco di giochi oppure con una cattiveria e severita’ che mi hanno sconvolta pretende che il bambino di tre anni impari a dondolarsi sull’altalena da solo senza nemmeno spiegargli come lo si fa, o strattonartlo violentemente perché non si mette il cappottino come vuole la mamma – allora e’ chiaro che poi crescendo il bambino riterra’ normale di dare le botte al piu’ debole.
C’e’ anche il fenomeno contrario – troppo “amore” fino ad arrivare ad essere troppo protettive ed oppressive.
Esempio banale lo vediamo tutti i giorni per strada – bambini gia’ grandi che stanno nel passeggino, con le ginocchia piegate fino al mento e portati dalla mamma o nonna.
Ma perche’ non li fanno camminare da soli, a questi poveri bambini?
Perche’ e’ faticoso correre dietro un bambino, lasciarlo libero seguendo pero’ ed essendo attenta – e’ molto piu’ facile portarlo in passeggino.
Le donne italiane si lamentano che l’uomo italiano e’ un mammone.
E’ vero, ma se e’ cresciuto da una mamma che fin da piccolo non lo aiuta a diventare autonomo, che lo porta in passeggino, legato al passeggino, imbacuccato di lane e sciarpe, fino a oltre i tre anni o quattro, e magari in piu’ gli toglie la figura paterna e la discredita appena puo’… allora non c’e’ niente da stupirsi che un uomo di 45 anni non si sposa e vive con la mamma…. e non sa prendersi responsabilita’ e impegni.
Il ruolo di moglie e mamma richiede una capacita’ di sacrificarsi. A me a volte sembra che in Italia i figli li si fanno perché ci si sente in obbligo di farli, di diventare “mamme” a tutti i costi, e poi si fa pagare ai propri figli i limiti e i sacrifici cui il ruolo di mamma espone.
Forse e’ questo che manca alle donne italiane. (ripeto, non generalizzo, conosco anche bravissime mamme). Qui penso che molte donne italiane non vogliono piu’ sacrificarsi per nessuno.
Gli uomini italiani cercano e sempre piu’ spesso sposano le donne straniere. E giovani. E le donne italiane si lamentano, lo so.
Ma forse perche’ le straniere sono piu’ disposte a sacrificarsi per la famiglia.
Un ultimo particolare.
In Italia esistono molte associazioni dei padri separati che lottano per poter vedere i propri figli. In Armenia non c’e’ nessuna.
In Armenia esiste il divorzio, ma nessuna donna si sognerebbe mai di tentare di sottrarre i propri figli al padre.
Saremo antichi, saremo patriarcali, ma siamo orgogliosi di essere così: siamo armeni.
E rispettiamo ancora il Padre, la famiglia, i figli.
Barin dzez het lini. Che tutto ciò che è buono sia con voi
Ivetta Miasarova-Grigoryan
Interprete-traduttrice
Mediatrice Interculturale
CTU presso il Tribunale di Roma

Buonasera, volevo dirle che mi ha fatto piacere leggere questa sua visione della “mamma media italiana”.
Innanzitutto sono d’accordo con quello che ha scritto.
Specialmente con questo pezzo:
“Il ruolo di moglie e mamma richiede una capacita’ di sacrificarsi. A me a volte sembra che in Italia i figli li si fanno perché ci si sente in obbligo di farli, di diventare “mamme” a tutti i costi, e poi si fa pagare ai propri figli i limiti e i sacrifici cui il ruolo di mamma espone.”
Io non sono nè moglie nè madre, ma queste cose credo di capirle abbastanza bene, conosco persone che sono state trattate proprio come ha descritto Lei. ( Con troppo poco amore o con troppa protettività ). Il risultato è proprio quello: crescono persone insicure o “mammone”, che non hanno un’autonomia sufficiente per poter trasmettere qualcosa ai futuri figli o anche alle altre persone.
Una cosa che non sopporto delle “donne italiane” è appunto il voler fare a tutti i costi un figlio, come se fosse un animaletto domestico, come se fosse uno stupido capriccio(non generalizzando eh). Fare un figlio implica un impegno e una serietà costanti, non si deve fare solo per il gusto di comprare vestitini e oggetti carini. Perchè poi nei momenti di difficoltà queste donne non sono capaci di mantenere la calma e si vedono scene come ha descritto lei. A queste persone io regalerei un cane, perchè fare un figlio per il proprio sfizio personale è, secondo me, una cosa impensabile.
Per quanto riguarda il discorso dell’onorare il proprio uomo e rispettarlo sono totalmente d’accordo con Lei, il fatto che magari l’uomo possa essere in alcuni giorni insopportabile non implica che possiamo trattarlo come se fosse la persona peggiore dell’universo ( a volte però c’è da dirlo: se l’uomo tradisce e non rispetta non vedo come la donna possa fare altrettanto ), il bello della coppia è il superare le difficoltà e il crescere insieme ( secondo me anche a 40-50-60 anni si può crescere secondo me stando accanto alla persona che si ama…non si smette mai di imparare. )
Il rispetto in una coppia è la cosa più importante dopo la fiducia e sono fermamente convinta che chi tratta il marito(o la moglie) dopo il divorzio sia un essere meschino.
Mi è piaciuto molto leggere il suo punto di vista
p.s. mi scuso per eventuali errori di sintassi/grammatica
Sà….deve essere proprio un bel paese il suo. Sono pienamente daccordo con le sue considerazioni. Io sono stato marito e sono padre e le assicuro che il quadro che lei ha fatto, sembra proprio fatto per essere appeso sopra la mia testa. Posso solo suggerire ai colleghi padri di sopportare queste subdole prevaricazioni ed umiliazioni, che spesso caratterizzano i comportamenti di madri ex mogli sempre più autorizzate soprattutto dal sistema giuridico ma anche dalla società, a considerarsi proprietarie esclusive delle nostre creature, impedendoci di fatto la possibilità di dare il nostro contributo educativo. Questa è la vera bastardata, ma non verso di noi (io ho imparato a farmi scivolare via le critiche ed i colpi bassi) ma verso i nostri figli. Personalmente io ho imparato a sembrare ,un padre sereno, disponibile anche verso la madre, sorridendo nell affrontare i disagi, e cercando di farmi sentire vicino a loro quotidianamente, anche con la tecnologia, che i giovani usano tanto. Non mi sentiranno mai parlare male di loro madre, e uso l’ironia e la comprensione per stemperare le assurde e diseducative arroganze comportamentali di un mare di donne sempre meno mogli e ancora meno madri. Solo in questo modo posso proteggere e stabilizzare, la crescita e la formazione caratteriale dei miei, ooops…. “nostri” due ragazzi. Più amate i vostri figli, più sorridete alle loro madri.
Rispetto il punto di vista della signora Ivetta, dato dalla cultura del suo paese, ma scaricare la responsabilità del malfunzionamento della coppia e della crescita dei figli solo sulle donne mi sembra, francamente un pò troppo. Le responsabilità vanno equamente divise, signora Ivetta e trovo assurdo che una donna “deve sacrificarsi” per il bene dei figli e del marito, ma viene sempre ignorato che “della suddetta donna” poi, nessuno se ne occupa…Non so che donne ed uomini lei ha conosciuto qui, ma io, nel nord dell’Italia, ho esempi di donne che si fanno letteralmente in quattro per far andare avanti la famiglia e molto spesso sono sole nella crescita ed educazione dei figli, anche se sposate.
grazie tullio!
sono felice che a rispondere così sia stato un uomo.
io sono nella stessa situazione del signore del commento precedente, sorrido quando il padre dei miei figli viene a trovarli per la loro serenità, nonostante mi trovi sola con loro 7 giorni su 7 , senza alcun aiuto economico nè di altro genere…e non vado certo a farmi assegnare da un giudice ciò che non arriva spontaneamente, semprre per il bene dei miei figli.
nonostante questo quando vedo una madre urlare con la rabbia che lei descrive, signora Ivetta, non mi chiedo perchè ha fatto un figlio, ma cosa la renda così infelice….e gradirei un pò più di rispetto per le sofferenze degli altri.
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la signora ha ragione ..non vedere tutto bello cè chi ha lottato tanto x la famiglia unita ,ma quando un marito tradisce va via nn ti rispette ne te e ne i figli cosa predentono questi uomini?ti portano le amanti a casa ti insultano ti menano …x te signora questi si chiamano uomini? x me sono bestie…..
Purtroppo non sono riuscita a finire di leggere un articolo di questo genere, sono straniera anch’io, mi stupiscono tante cose in Italia esono rimasta stupita di saper che questa signora lavora presso il tribunale. Mi sembra che abbia ricevuto una educazione dove la donna deve essere sottomessa alle decisioni dell’ uomo della famiglia, questo di certo non mi sembra sana per la serenità del funzionamento di una famiglia, dove i ruoli genitoriali sono complementari, almeno così se dice in psicologia ma sappiamo bene che nella pratica è tutto molto diverso. Quello che sento oggi da tante donne è il totale annullamento del ruolo non solo di marito ma anche di padre all’interno delle damiglie, e queste donne che con saggezza e amore spesso cercano di creare un clima armonico per il bene dei figli. Uomini che si comportano da bestie e che pensano ancora di aver diritto di proprietà sulla propria donna, o che la moglie si debba sottomettere, che prevaricano, che umiliano, che npn dimostrano rispetto. Se gli uomini armeni sono dei mariti e padri “perfetti” forse gli uomini italiani dovrebbero andare a fare dei corsi lì con loro, (sdrammatiziamo). E VIVA le donne che portano il pantalone! (senza pregiudizi!)
penso che in parte questa donna armena abbia ragione, ma forse dovrebbe anche chiedersi come sono diventati gli uomini italiani, e che forse le donne italiane siamo diventate (non tutte, giusto, per fortuna) più aggressive, forse perché stanche di uomini che non sanno più fare gli uomini, ma che sono narcisisti, egoisti, egocentrici e immaturi fino a 60 anni? cresciuti da mamme che li hanno a loro volta viziati e non gli hanno saputo insegnare cosa sia l’amore e i valori come quello della famiglia, della fedeltà, del rispetto per la propria donna… e sopratutto quello delle responsabilità! il fatto che preferiscano GIOVANI DONNE STRANIERE, non penso dipenda dalla nostra aggressività o incapacità ad essere mamme e buone mogli, ma forse sta proprio nel credere, che una donna straniera possa risolvere il loro problema principale, che mai riconoscerebbero, quello appunto di sfuggire a responsabilità! come si dice “l’erba del vicino è sempre più verde”… e sposando una donna più “comprensiva” in realtà trovano una donna che gli fa anche da mamma….sarà che noi donne italiane siamo stanche di dover CRESCERE ED EDUCARE uomini che ultra 40enni che non sono ancora capaci di gestirsi una vera relazione d’amore? Una donna italiana
Ma chi dice che una donna debba sacrificarsi per figli e marito? Soprattutto quando poi il riconoscimento per questo da parte della società è pari a zero? Quando poi la maggior parte ritiene che chi fa la casalinga lo fa per comodo? Non è difficile mandare avanti una casa, tirare su i figli, con tutti gli impegni che comporta, servire un marito (perchè per molte è ancora così) quando torna a casa dal lavoro?
…le donne ne fanno di sacrifici, eccome…il solo mettere al mondo un figlio è un’impresa…ma chi lo riconosce davvero?
E ora non parliamo di scatti di rabbia da parte di mamme…non è forse più importante parlare dell’umiliazione che ogni giorno le donne italiane devono subire?
Forse gli uomini italiani preferiscono le straniere perchè qualcuna di noi ha deciso di tirar fuori le palle, e scusate il termine…e questi poveretti non sanno starci di fianco…certo hanno paura…perchè in questo paese per non subire bisogna mettersi al pari degli uomini, perchè le capacità puramente femminili non vengono ritenute allo stesso modo valide… quindi, cosa ci rimane?
Signora, mi sembra che lei esageri parecchio, non ho esperienza diretta perchè non ho figli e non mi sono mai sposata ma lavoro da 12 anni in asili nido, vedo molte famiglie, ho conosciuto madri amorevoli e pazienti italiane e di altri paesi del mondo; ed ho conosciuto madri ” non buone” diciamo cosi’, italiane e non, non mi sento di generalizzare nè su differenze di etnie e neanche sul fatto che le donne italiane trattano male i propri mariti… anzi ,spesso vedo diversi padri su cui le mogli non possono contare,sempre distratti, non in grado di accudire i piccoli e magari freddi ed anaffettivi… non tutti ma diversi, non sono d’accordo fatto che la donna debba sopportare tutto da un uomo, se gli uomini spesso cercano le straniere è perchè siamo in un mondo multietnico ed è normale che ci si innamori di persone di altri paesi, e comunque vanno in fumo parecchi matrimoni,misti e non…… rispetto la sua cultura di origine, ma sono contenta di non appartenere a codeste tradizioni, mia madre si è separata da mio padre ed ha fatto bene perchè tenersi stretto un matrimonio infelice garantisce solo infelicità a tutta la famiglia … la saluto. Barbara
LE DONNE ITALIANE!!!
Le donne (italiane) sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile.
Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.
Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile.
Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto.
Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada.
E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.
Fanculo!
Mi scusi, ma nel suo commento non vedo che una raccolta di stereotipi sul femminile…non solo, anche una sorta di invito alla violenza…”bisognerebbe estrarre la pistola”.
Per quanto riguarda l’ultima frase sul non fare che provocare e poi, a suo parere, sul ritenere alcuni atteggiamenti stalking o molestia, la invito a pensare se questo venisse fatto a sua figlia…sta forse dicendo che non sarebbe libera di mettersi una minigonna o di camminare per strada, come dice lei, con aria imperiale? oppure che agli uomini tutto questo è sempre e comunque concesso?
io ho vissuto x 25 anni in nord europa,ed ora da 15 in italia…la ragazza armena ha totalmente ragione!adesso io a 42 anni,vivo solo..e mai!mi sposero’piu’ ….specialm.con un italiana!italiane…puuuha!!fanno le parassite a casa dei ginitori,e poi con il marito…chiedono il divorz.e vogliono fare la bella vita spremendo il povero ex!hanno finito di fare la pacchia!andate a lavorare!
SONO ORRIBILI LE PAROLE MASCHILISTE PRONUNCIATE DA STA XXXXXXXXXXXXXXX.. NON POTEVA STARSENE NEL SUO PAESE? ORA NOI DONNE ITALIANE OLRE A LOTTORARE CONTRO IL MASCHILISMO DELLA CHIESA E DEL PATRIARCATO, DOBBIAMO LOTTARE PURE CONTRO LE XXXXXXXXX DELL’EST?
DOMENICO ANDATE VOI UOMINI A LAVORARE, LA PACCHIA è FINITA PER VOI, CHE NON SIETE CAPACI MANCO DI PULIRVI IL CESSO , SIETE SOLO CAPACI DI MANGIARE E CAGARE…
Quante zoccole nel nostro paese italia!!!
Basta leggere i commenti sopra.
Oltre alla mamma armena, ha davvero ragione la sinistra quando dice che l’Italia è un puttanaio.
Come dar torto a costoro ?
Accipicchia… e questa signora dovrebbe essere mediatrice interculturale??? LOL…
PORTIAMO LE DONNE DELL’EST IN ITALIA E MANDIAMO LE ITALIANE IN SIBERIA!!! VIVA LE DONNE DELL’EST!!!
non posso che condividere molte delle sue osservazioni, avendone viste anch’io quando mio figlio era bimbo e conducendo Scuola Genitori da decenni, osservo il decrescere del Valore genitoriale, ed anche lo svilimento della capacità di manifestare amore. Però garantisco che vi sono molti genitori che chiedono la Scuola Genitori per avere un sostegno nel ormai difficile compito educativo-formativo della nuova società: i figli. Mi permetto di suggerire una visita del sito http://www.irsef-italia.it …servono molti più esperti in educazione familiare di quanti ne abbiamo attualmente. Grazie per aver divulgato le sue osservazioni sulle donne-mamme-mogli…chissà che leggendo possano riflettere e “ripigliarsi”…e che questo sia davvero un BUON NATALE
Io credo che in questo post sia stata descritta una situazione italiana ESTREMIZZATA contro una retriva e patriarcale situazione armena.
La colpa non è da attribuire solamente alla donna ma anche agli uomini, se critichiamo la famiglia critichiamone tutti i componenti, non solo le donne.
E poi, è assurdo che una donna debba fare di tutto per tenersi il proprio uomo e vergognarsi in caso di divorzio.
E soprattutto l’italiano che predilige la donna straniera “perché più dedita alla famiglia” è un ancor più evidente segno di sessismo e maschilismo che in Italia non fa che peggiorare.
La donna violenta contro il figlio e il marito è una brutta e presente immagine in Italia,
Ma è presente il marito violento contro figli e moglie, perché non è stato citato?
è presente la donna che si fa rispettare e che “non fa di tutto per tenersi il marito” perché sa semplicemente di poter contare su di lui e sul suo rispetto, perché non è stata citata?
Perché questi “inni al maschilismo e al patriarcato”? NO! La società è una società sana se fondata sul rispetto reciproco, sulla parità dei sessi e sull’educazione all’essere genitore da parte delle istituzioni.
Smettiamola con questi ritratti idilliaci di società in cui la donna è silenziosa e obbediente.
Non sono daccordo con gran parte delle opinioni da lei scritte (praticamente tutto tranne sull’eccessiva apprensione verso i bambini) soprattutto sulla prima parte e alcuni commenti ignoranti e maschilisti qui sopra dimostrano che se c’è un vero problema in questo paese è proprio il maschilismo insito nel DNA del popolo italiano (e con popolo includo anche le donne).
Ma una frase soprattutto mi ha colpita:
“Il ruolo di moglie e mamma richiede una capacita’ di sacrificarsi”
NO.
Il ruolo di GENITORE richiede capacità di sacrificarsi, maschio o femmina che sia. E’ questo che ancora non si capisce. E’ questo il peso che molte donne italiane devono portare.
Per fortuna il cambiamento sta arrivando e arriverà e per fortuna ci sono anche famiglie in Italia che dimostrano che uomo e donna sono una cosa sola e uguale che collabora in egual misura senza stupidi ruoli come Padre padrone e Donna angelo del focolare.
P.s. Se l’Armenia è così bella, cara signora, ci può sempre tornare
Cara signora armena, ha davvero un bel coraggio a descrivere così le donne ( madri e mogli ) italiane! Non so che ambienti frequenta lei, mediatrice di “cultura medievale”, direi, ma il suo quadro della situazione non rispecchia assolutamente la realtà. Al contrario le mamme italiane sono sempre descritte come chiocce affettuose e premurose con i figli. Per quanto riguarda il rapporto con i mariti, poi, è una cosa talmente personale che è davvero da stupidi generalizzare. Ma forse la signora cerca solo una scusa per giustificare il continuo “furto di mariti” da parte di donne dell’est Europa, che sposano uomini italiani solo per amore … del portafogli! Infatti non sono mai uomini giovani e aitanti a sposarle ( questi preferiscono ancora le italiane, cara signora!), ma vecchi e malati facilmente abbindolabili da queste avide donne dell’est… Riconosco che sto generalizzando anch’io, ma di fronte a certe accuse, credo di averne il diritto!
mi è veramente piaciuto ciò che hai scritto! coloro che hanno commentato sopra dovrebbero mettersi le mani sulla coscienza e riflettere invece su ciò che hanno letto… guardando la maggior parte delle donne italiane al primo colpo ti viene solo da dire “ma guarda te sta zoccola”… bisogna che tutte ci mettiamo una mano sulla coscienza e riconosciamo che in molti casi ci comportiamo in modo davvero schifoso.
sono un maschio italiano di 46 anni con una figlia di 12 non più convivente con la madre di nostra figlia da 3 anni e mezzo, condivido alcune osservazioni della signora armena riguardo alla rabbia, all’incapacità di sforzarsi per i figli (il termine sacrificio non mi piace, non sono cristiano proprio perchè voglio evolvere nelle gioia e non nella sofferenza per quanto possibile…) , al mammismo iperprotettivo, alle richieste esose nei confronti dell’ex etc… tuttavia che la donna DEBBA sacrificarsi per i figli ed il marito la trovo una bestemmia di proprorzioni epocali!!! spesso i padri non partecipano all’educazione dei figli, sono incapaci di essere autosufficienti con pulizia, decoro e maturità, sanno essere solo giocherelloni (quando va bene…) con i figli pretendendo poi di rivendicare il ruolo paterno, si occupano con ossessione di calcio, pretendono avventure extraconiugali, li trovi dopo il lavoro al bar anzichè andare a casa dalla famiglia etc… e sembra tutto dovuto!!! certo mica tutti ci mancherebbe ma non sto parlando di casi isolati, quanto alle donne dell’est se sono così brave come mai perchè gli uomini preferiscono SOLO quelle più giovani e belle???? la percentuale di zoccole che provengono da quei paesi è oggettivamente elevata!!! io voglio una donna autonomamente felice con la quale io, autonomamente felice, voglio , in comunione d’intenti, evolvere nella gioia e nell’amore corrisposto per diventare più felici insieme, questp ho imparato, il resto mi sembrano cazzate! saluti a tutti.
BRAVISSIMA PAOLA CONDIVIDO IN PIENO…DOMENICO E PINO SIETE DUE REPRESSI FATE PENA!!CARISSIMA ARMENA MA I VOSTRI ANTICHI MARITI NON VI DECAPITANO QUANDO VENITE A ROMPERE IL C….. QUI IN ITALIA???COME LO VORREI!!!E Sè STAI VENERANDO COSì TANTO QUESTI MARITI ARMENI COME MAI VENITE A CERCARE TUTTE GLI ITALIANI???SIETE PATETICHE E IPOCRITE!!STATEVENE AL VOSTRO PAESE E A OGNUNO IL SUO!!
Grazie, signora per il suo articolo. Il problema esiste, anche gli uomini subiscono forti violenze, a volte ne muoiono, come una persona a me molto vicina, distrutto moralmente e socialmente e morto di crepacuore. Il fatto che a denunciare il fenomeno sia una donna da credibilità alla faccenda. La violenza non ha sesso, non appartiene ad un solo genere, appartiene ai malvagi, uomini o donne che siano e procura enormi sofferenze e danni sociali. Il problema non dovrebbe più essere ignorato; andrebbe affrontato a livello sociale e anche legale. Grazie ancora, Le mando un abbraccio
La signora Ivetta Miasarova Grigoryan è figlia di un popolo buono e gentile, più volte oppresso e perseguitato, che ha imbracciato per difendersi il fucile se necessario, ma mai l’odio. Le parole della signora non sono solo misurate e pacate, sono obbiettive, lucide e traboccano di compassione come è tipico di chi ha deciso di affrontare profonde sofferenze senza odiare. Il problema è descritto chiaramente, esiste ed è reale. La violenza femminile è psicologica e morale (oltre che economica) e distrugge le fondamenta dell’esistenza, ti spezza la spina dorsale e a volte ti uccide, come è successo al mio povero padre, cancellato nella personalità, annichilito negli ideali e distrutto nella speranza e alla fine ammalatosi e lasciatosi morire di crepacuore. Povero maschio italiano, dice la signora. Perchè ci lasciamo trattare così, chiede. Cosa possiamo fare, cara signora, per fermare queste belve? prenderle a sberloni? non possiamo e non vogliamo. Aborriamo la violenza quanto basta per non poterla usare neppure per difenderci. L’integrità morale ha dato a me la forza di resistere e riemergere. Ma il problema esiste ed è un problema sociale. E’ una violenza che produce disadattati, disoccupati, poveri, morti, e mina le fondamenta della società futura intaccando l’integrità degi attuali ragazzi, futuri uomini. In 30 anni che lavoro nelle scuole ne ho visti migliaia di ragazzi problematici. La violenza non è solo maschile: non ha sesso, appartiene solo ai malvagi. E’ ora di comprendere che anche noi uomini andiamo tutelati. La nostra cultura è diversa dalla sua, signora Ivetta; da noi non c’è il capofamiglia, vige la parità di diritti e responsabilità, ma la sua cultura è rispettabile e porta onore alla pazienza e spirito di sacrificio delle donne armene e alla capacità di onorare le responsabilità degli uomini, cosa che noi italiani, uomini e donne, abbiamo perso. La ringrazio e la abbraccio.
Bellissimo articolo.
Avrei una domanda da porre. Io conosco una ragazza Armena che tuttora abita
In Armenia e le piacerebbe venire in italia.
Economicamente ne io e ne lei possiamo permetterci la spesa nn esiste per caso
Un fondo nazionale od internazionale a debito a tale situazione?
Grazie mille a quanti risponderanno